Dr.ssa Nicoletta Bersani
Psicologa-Psicoterapeuta, Psicologa Forense,
Mediatrice Familiare.
“Corpore sano in mens sana”
Aree di intervento
Soggetti e percorsi
Psicologia Clinica
(adulti, coppie, adolescenti e bambini)
I più recenti studi hanno spostato l’interesse della ricerca neuroimaging sul funzionamento del cervello in grado di spiegare fenomeni che vanno affrontati con un approccio più complesso di quello del passato. Un approccio che guardi il fenomeno psichico da più punti di vista e che attui una integrazione che è stata condotta soprattutto dalla Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy, CBT) che si è affermata come una delle più efficaci per l’ampia gamma di strumenti che possiede e che le consentono di adattarsi a molteplici ambiti. La CBT è considerata infatti uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici. Tale approccio postula la relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti laddove i problemi emotivi sono in gran parte il prodotto di convinzioni disfunzionali che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle opportunità di cambiarle, a causa dei meccanismi di mantenimento. La CBT si propone di aiutare il paziente ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali. La CBT ha assunto il ruolo di trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia mostrando risultati uguali ed in taluni casi superiori a quelli degli psicofarmaci, soprattutto nel prevenire le ricadute. Il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia e si preoccupa di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Alcune tipiche aree d’intervento includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e dell’eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o l’eliminazione dei rituali compulsivi o dei comportamenti alimentari patologici, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e così via. La CBT è a breve termine, ogniqualvolta sia possibile.
L’approccio sistemico familiare guarda alla famiglia come a un sistema che si autoregola nel corso del proprio ciclo di vita attraverso le seguenti fasi evolutive:
• separazione dalla famiglia d’origine e costruzione della nuova coppia;
• nascita dei figli;
• crescita dei figli e loro separazione dalla famiglia d’origine;
• uscita dei figli e re-investimento nella coppia;
• invecchiamento e separazione della coppia genitoriale per la morte del coniuge.
Il passaggio da una fase all’altra prevede precisi compiti evolutivi che le generazioni precedenti hanno gia affrontato secondo modelli relazionali ricorrenti che si tramandano legando ciascuna generazione alla successiva. Tutto ciò che ostacola l’assolvimento dei compiti evolutivi nel passaggio da una fase all’altra mina sia il senso di appartenenza che le possibilità di differenziarsi dalla famiglia d’origine. In quest’ottica anche i problemi di coppia hanno a che fare con i processi incompiuti di appartenenza e separazione del singolo dalla famiglia d’origine e di conseguenza con la difficoltà a stabilire una nuova e funzionale relazione sentimentale. Secondo l’approccio sistemico relazionale il sintomo è quindi il prodotto di un malfunzionamento familiare, una famiglia che funziona bene infatti è una famiglia nella quale i confini tra le generazioni sono ben definiti ma flessibili e nella quale ciascun individuo assolve al ruolo assegnatogli dalla fase evolutiva. Si devono quindi tenere presenti i piani generazionali (la famiglia di origine, la coppia, i figli) e valutare se il bilanciamento tra appartenenza e separazione permetta ai piani di rimanere distinti e funzionali. Secondo questa lettura l’individuo non è un’entità astratta ma si costruisce attraverso il modo di posizionarsi, di relazionarsi, di appartenere a gruppi e comunità, di essere parte di una o più famiglie.
La terapia familiare coinvolge tutti i membri del nucleo sia congiuntamente che disgiuntamente, talvolta il terapeuta può assegnare compiti da svolgere a casa per rafforzare i cambiamenti in corso e sostenere il lavoro terapeutico.
EMDR è un acronimo per Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso movimenti oculari). Si tratta di un metodo clinico innovativo che aiuta soggetti reduci da eventi traumatici (abuso sessuale, violenze in famiglia, incidenti, lutto, guerra, crimini, terremoti, alluvioni) ma anche individui con altre categorie di disturbi psicologici (disturbi di ansia, attacchi di panico, fobie, depressione, problematiche legate all’ autostima, abuso di sostanze).
L’EMDR si è rivelato, inoltre, molto efficace nel rafforzare le performances positive richieste in ambito lavorativo e sportivo. Quando una persona subisce un grave trauma psicologico sembra che si inneschi un vero e proprio squilibrio nel funzionamento del sistema nervoso, presumibilmente riconducibile ad un cambiamento a livello dei neurotrasmettitori. Conseguenza di questo squilibrio è una alterazione del funzionamento del sistema nervoso tale per cui l’informazione appresa al momento dell’evento traumatico, e con essa le immagini, i suoni, l’emotività e le sensazioni fisiche che le sono connesse, vengono conservate a livello neurologico nel loro stato disturbante. Tale materiale originario conservato nella sua forma disturbante può essere riattivato da tutta una serie di stimoli che si esprime sotto forma di incubi, flashback e pensieri intrusivi, che sostanziano il Disturbo Post Traumatico da Stress.
L’ipotesi è che i movimenti oculari utilizzati nella tecnica dell’EMDR inneschino un meccanismo fisiologico che attiva l’Elaborazione Accelerata dell’Informazione verso una soluzione adattiva che integri la pur traumatica esperienza all’interno di uno schema emotivo e cognitivo positivo. L’applicazione dell’EMDR è consentita esclusivamente agli Psicologi che siano anche abilitati all’ esercizio dell’ attività psicoterapeutica ed iscritti nell’apposito albo ed abbiano ottenuto la specifica autorizzazione frequentando l’apposito training formativo organizzato dall’Associazione EMDR Italia.
LA MIMT, creata da Alessandro Carmelita e Marina Cirio, integrando contributi teorici differenti, rappresenta un’ulteriore evoluzione dell’approccio esperienziale poiché, grazie all’inserimento dello specchio all’interno del setting, il Sé diventa un elemento con cui entrare esplicitamente in relazione. La sintonizzazione e il rispecchiamento continui che paziente e terapeuta sperimentano insieme di fronte allo specchio permettono di vivere un’esperienza integrativa e riparativa costante del proprio Sé in una dimensione relazionale profonda e autentica. Si tratta di un approccio innovativo, con procedure sistematizzate efficaci per un intervento terapeutico volto alla ricostruzione di un Sé coeso e in relazione con tutto ciò che lo circonda.
Il protocollo di Pratica Clinica Aumentata permette di utilizzare le esperienze immersive di Augmented Psychology®, amplificate dall’immersione in una Realtà Virtuale, in grado di trasportare il paziente in una nuova narrazione e di accompagnarlo verso un cambiamento positivo. Gli strumenti multimediali di Augmented Psychology®, fruibili tramite specifici visori di Realtà Virtuale, rappresentano un metodo trasversale ai vari modelli del supporto psicologico e della psicoterapia (cognitivo-comportamentale, sistemica, psicodinamica, etc.). Le neuroscienze hanno dimostrato che se un messaggio è indirizzato al cervello coinvolgendo più modalità sensoriali riesce a raggiungere la persona nella sua globalità, diminuendo le possibili resistenze e favorendo una migliore integrazione dei concetti. Tutte le esperienze di Augmented Psychology® sono state progettate al fine di stimolare processi di amplificazione emotiva e immaginativa, favorire nuove associazioni e costruzioni di senso, generare insight ed elaborazioni originali, incoraggiare il pensiero esplorativo, per integrare ed arricchire il percorso terapeutico.


Psicologia Forense
Nei procedimenti penali per presunto abuso su minori svolgo consulenze per il Giudice, in qualità di perito per la valutazione dell’idoneità testimoniale , oltre che in favore della parte, sia pubblica (Pubblico Ministero) che privata (Studi legali), in diversi contesti del Nord Italia.
Ho svolto Audizioni Protette ai sensi dell’ Art.498 commi 4, 4bis, 4 ter e quater c.p.p. in ambito di Incidente Probatorio anche aventi per protagonisti minori di nazionalità straniera (indiana, russa, sinti) con e senza l’ausilio dell’interprete.
Svolgo Consulenze Tecniche d’Ufficio per il Giudice e Consulenze Tecniche di Parte in contesti di separazione e divorzio aventi ad oggetto l’affido dei minori nonche le modalita di organizzazione, gestione e modificazione dell’affido medesimo. Svolgo consulenze ed assistenza in ambito di mediazione familiare e valutazioni svolte dagli organi istituzionali su ordine dell’ Autorità Giudiziaria.
Svolgo valutazione di danno biologico di natura psicologica in cause di risarcimento danni conseguenti a qualunque tipo di trauma che sia in grado di riverberarsi sulla qualità della vita del soggetto e tale da sostanziarsi in un danno esistenziale, alla vita di relazione e così via.
Mediazione Familiare
La Mediazione Familiare è un intervento professionale per la riorganizzazione delle relazioni familiari in presenza o in vista di separazione o divorzio focalizzato sull’interesse dei figli e sulla responsabilità genitoriale condivisa. Il presupposto, affinché possa avviarsi un processo di mediazione, è la volontarietà delle parti a voler sanare il conflitto e raggiungere un accordo comune. La MF non sostituisce il processo legale ma si integra con esso, contribuendo ad una gestione più umana e personalizzata dei conflitti familiari, requisito indispensabile per intraprendere un percorso di MF è infatti l’assenza di contenzioso giudiziale in corso. Rispetto alla consulenza legale la mediazione familiare non ha come obiettivo la cura degli interessi dei propri clienti, ma il raggiungimento di accordi condivisi. La coppia è incoraggiata dal mediatore a strutturare gli accordi che meglio rispondano alle esigenze di tutti i componenti del nucleo familiare diventando in tal modo protagonista nella gestione della propria crisi indirizzando le risorse per trovare un dialogo funzionale ai cambiamenti che si prospettano per la famiglia. Tra gli obiettivi della mediazione familiare il raggiungimento della co-genitorialità ovvero la salvaguardia della responsabilità di ciascun genitore nei confronti dei figli, in special modo se minori. Il mediatore familiare è terzo ed imparziale ed opera nella garanzia del segreto professionale e in autonomia. Il percorso di MF si svolge in un arco temporale tendenzialmente breve, sono previsti incontri sia individuali che congiunti. Il mediatore familiare affronta sia gli aspetti emotivi che quelli materiali della riorganizzazione familiare. La MF non va confusa con la terapia di coppia o con la terapia familiare, essa non ha infatti tra i propri obiettivi quello di favorire la riconciliazione della coppia e prevede obbligatoriamente la presenza di entrambi i membri della stessa. La MF non esplora il passato della coppia, ma solo gli aspetti presenti e orientati al futuro.
L’esercizio dell’attività del mediatore familiare è disciplinato, tra l’altro, dal Codice Europeo di condotta dei mediatori del 2004 e dal Decreto 27 ottobre 2023, n. 151. Tra i più recenti interventi normativi in materia il nuovo art. 473 bis 43 c.p.c. che stabilisce che non si può ricorrere alla mediazione familiare in caso di violenza domestica o di genere.

Curriculum
Il mio percorso professionale è scandito da un costante aggiornamento e approfondimento. Questo mi ha permesso di integrare diverse metodologie e offrire un supporto sempre all’avanguardia e allineato con le crescenti e mutevoli esigenze della società.
- Psicologa e Psicoterapeuta
- Psicologa Forense
- Mediatrice Familiare certificata in Gestione delle Emozioni e Affettività (GeA)
- Membro dell’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC)
- European Association for Behavioural and Cognitive Therapies (EABCT)
- Docente presso la Scuola di Psicoterapia Sistemico-Dialogica
- Socia Fondatrice dell’Associazione Italiana Consulenti Psico-Forensi (AICPF)
Ho acquisito la certificazione per operare come mediatrice familiare, aiutando le coppie in fase di separazione o divorzio.
Ho ottenuto un Master in una tecnica innovativa che utilizza lo specchio per favorire la ricostruzione del Sé.
Ho iniziato a collaborare come docente, contribuendo alla formazione di futuri professionisti in ambito psicoterapeutico.
Ho completato un secondo indirizzo terapeutico fondamentale, focalizzato sulle dinamiche e le relazioni familiari.
Ho integrato nel mio approccio una metodologia innovativa e basata sull’evidenza per l’elaborazione del trauma psicologico.
Da questa data svolgo ininterrottamente consulenze per il Tribunale di Piacenza, incluse valutazioni di danno e perizie su abusi minorili.
Ho acquisito una delle mie principali specializzazioni cliniche presso AIAMC, certificata anche EABCT.
Ho iniziato la mia pratica ininterrotta a Piacenza, offrendo psicoterapia individuale, di coppia, familiare e per minori.
Ho ottenuto la laurea con lode presso l’Università degli Studi di Padova, avviando il mio percorso accademico e professionale.
Contatti
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Il tuo benessere è la priorità. Per questo, ti offro la possibilità di svolgere le nostre consulenze sia nel mio studio che comodamente online, garantendo accessibilità e comfort.

Incontro in presenza
Nel mio studio, troverai uno spazio accogliente e riservato, pensato per garantirti la massima privacy e un confronto diretto e confortevole.

Consulenze da remoto
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